Principi per la stesura dello statuto del Partito Democratico della Toscana

Partito DemocraticoToscana 
La Commissione Statuto  

Principi per la stesura dello statuto del Partito Democratico della Toscana(Bozza adottata dalla Commissione Statuto del 24 gennaio 2008con le integrazioni proposte nel dibattito e raccolte dal relatore)  
Il Partito Democratico della Toscana si riconosce nello spirito della Parte I e nella lettera dell’art. 49 della Costituzione della Repubblica italiana e nello spirito del titolo V che si fonda sul principio di sussidiarietà, intesa come criterio di distribuzione di funzioni tra stato ed autonomie locali e le formazioni sociali 
Il Partito Democratico della Toscana è impegnato per l’affermazione di una prospettiva federalistica per una democrazia che individua nella “prossimità” dei governanti ai governati un bene primario. 
Il Partito Democratico della Toscana si riconosce nello Statuto della Regione Toscana, con particolare riferimento ai principi ed alle finalità generali espressi con gli articoli 1, 2, 3, 4, e con l’articolo 72, che si pronuncia sul valore della partecipazione. Il Partito Democratico della Toscana si ispira ai valori di libertà, laicità, pace, antifascismo, tolleranza, dialogo e solidarietà che caratterizzano la storia, il pluralismo politico, culturale e religioso, delle popolazioni toscane. 
Il Partito Democratico della Toscana, quale forza politica popolare e di governo che aspira a raccogliere la maggioranza dei voti degli elettori toscani, è impegnato a rappresentare il pluralismo del mondo del lavoro perseguendo tra le finalità prioritarie il diritto al lavoro, ad adeguate forme di tutela dei lavoratori,alla formazione,alla sicurezza ed alla salubrità dei luoghi di lavoro, promuovendo e tutelando la libertà di iniziativa economica pubblica e privata quale strumento di produzione di ricchezza e promozione del (benessere) bene comune , riconoscendo il ruolo e la responsabilità sociale delle imprese. 
Il Partito Democratico della Toscana riconosce e rispetta il pluralismo delle organizzazioni sociali e del lavoro, riconosce e rispetta la distinzione tra la sfera dell’intrapresa economica privata e la sfera dell’azione politica, la neutralità e l’imparzialità della pubblica amministrazione per la quale si batte per l’ammodernamento e l’efficientamento per il migliore godimento dei diritti fondamentali dei cittadini. Il Partito Democratico della Toscana è costituito dalle aderenti e dagli aderenti ed affida alla partecipazione di tutti i suoi elettori: le scelte che riguardano le scelte sull’indirizzo politico generale sulla base di chiare opzioni politico-programmatiche legate alle candidature per le cariche interne;  la scelta dei candidati e delle candidate per le principali cariche istituzionali in coerenza con lo statuto nazionale e secondo le modalità stabilite dal proprio statuto. 
Il Partito Democratico della Toscana promuove la differenza di genere come valore fondante ed assicura, a tutti i livelli, la presenza paritaria di donne e di uomini, nei suoi organismi dirigenti, pena la loro invalidazione, da parte degli organismi di garanzia.  
Il Partito Democratico della Toscana, al fine di riconoscere e valorizzare il protagonismo delle donne nella società toscana, assicura la pari rappresentanza di genere nelle assemblee elettive di ogni grado e persegue l’obiettivo della parità anche per le cariche monocratiche, istituzionali ed interne, così come per ogni ambito della vita sociale, culturale ed economica della regione. 
Il Partito Democratico della Toscana valorizza la rappresentanza di generazione e fissa, con il proprio statuto, che almeno una determinata quota di membri degli organismi dirigenti sia composta da persone di età inferiore ad una certa soglia. 
Il Partito Democratico della Toscana promuove e sostiene la costituzione di una propria organizzazione giovanile quale valido strumento di promozione della partecipazione politica e dei valori democratici tra le giovani generazioni. Essa è dotata di autonomia statutaria, politica, organizzativa e finanziaria. Lo statuto ne definisce gli organismi dirigenti e l’organizzazione. 
Il Partito Democratico della Toscana promuove la legalità, la trasparenza nelle istituzioni e nella vita del partito, ed il ricambio nella cariche istituzionali ed interne. Le candidature e gli incarichi sono regolate dal Codice etico e dalle norme statutarie che, ad ogni livello organizzativo ed in ogni ambito istituzionale, rendono gli incarichi contendibili. Lo statuto regionale, in coerenza con lo statuto nazionale, fissa il limite dei mandati negli ambiti di propria competenza e le modalità con le quali gli eletti nelle istituzioni aderenti al Partito Democratico della Toscana, devono attenersi, al codice etico, in occasione delle nomine che ed essi competono. Ciò al fine di spingere ad anteporre, in ogni scelta, merito e competenza accertati, ad ogni altra motivazione. 
Il Partito Democratico della Toscana si caratterizza e sostiene la propria organizzazione e la propria iniziativa politica con l’autofinanziamento. Gli eletti del Partito Democratico della Toscana hanno il dovere di contribuire al finanziamento del partito versando una quota delle indennità e degli emolumenti derivanti dalla carica ricoperta, secondo i criteri stabiliti dal regolamento finanziario. Lo statuto regionale, in coerenza con quello nazionale, disciplina le modalità di contribuzione degli eletti e le sanzioni per le inadempienze che si dovessero rilevare, la loro efficacia e comunicazione esterna.  Lo statuto contiene, altresì, i principi cui s’ispira l’attività economica e finanziaria del partito, gli organi preposti alla gestione ed al controllo della stessa, nonché gli obblighi di rendicontazione agli organi dirigenti del partito, agli aderenti ed ai sostenitori secondo le modalità previste dal regolamento finanziario. 
Il Partito Democratico della Toscana promuove la circolazione delle idee, la crescita e la valorizzazione di competenze e capacità di direzione politica, attraverso momenti di studio e di formazione aperti a tutti i cittadini-elettori.
Il Partito Democratico della Toscana utilizza la rete telematica, ed ogni altra tecnologia utile a tale scopo, per favorire la comunicazione interattiva tra tutti i cittadini-elettori, gli organi dirigenti, i circoli, i forum ed ogni altro livello e forma di organizzazione.
 
Il Partito Democratico si costituisce in Toscana, puntando a stimolare, raccogliere, valorizzare ed innovare la partecipazione associativa che, nella regione, si esprime ai livelli più alti del Paese, sia in ambito sociale, con il volontariato, che culturale, che politico. Queste forme sono tutte caratterizzate e vivacizzate dal pluralismo del pensiero filosofico e religioso, delle esperienze, delle etnie. Una tale ricchezza si fonda e si rinnova grazie al forte e diffuso “spirito civico” che, in Toscana, porta la sensibilità politica dei cittadini ad essere elevata, così come il loro interesse per i problemi grandi e piccoli delle comunità in cui vivono.  La “partecipazione esigente” dei cittadini toscani rende ancora più necessaria la costruzione di un partito nuovo: per fisionomia organizzativa, per orientamento politico programmatico, per orizzonte ideale e culturale. La “partecipazione calda” delle migliaia di donne e di uomini che hanno sostenuto, in misura rilevante se non decisiva, la capacità organizzativa e finanziaria dei partiti e movimenti fondatori, è per il Partito Democratico della Toscana un valore aggiunto che contribuisce all’affermazione della buona politica, alla credibilità del partito nelle comunità locali, al calore delle relazioni umane che lo stesso sarà in grado di instaurare con le popolazioni toscane, per scrivere nuove pagine di storia, che riportino affermazioni elettorali e di buongoverno, proprie di un partito popolare e di governo. Lo statuto del Pd della Toscana, anche in virtù di questa peculiarità, pone una grande attenzione ai diritti degli aderenti, ai momenti di vita comunitaria e di aggregazione, come le feste del partito ed altri eventi, che rafforzano la capacità di iniziativa e la capacità di autofinanziamento. 
Il Partito Democratico è un partito nuovo che si costituisce con la sua organizzazione capillare e radicata nelle diverse dimensioni della società toscana – territorio, sapere, lavoro, impresa – per arricchire queste forme di partecipazione democratica, che hanno rappresentato e rappresentano tuttora un fattore di coesione sociale, con la consapevolezza della necessità di introdurre forti elementi di innovazione per affrontare le nuove sfide con le quali la società toscana è chiamata a misurarsi, prima fra tutti quella di costruire una nuova frontiera dello “sviluppo sostenibile”.  La costituzione di un partito, il cui atto di nascita è stato “depositato” da 327mila cittadini, è un percorso che ha un grande interesse ed impatto pubblico, un’opportunità che può arricchire la qualità della democrazia in Toscana e rappresentare un forte elemento di dinamicità, in grado di produrre effetti positivi sull’intero tessuto economico, sociale e culturale della regione. 
Il Partito Democratico della Toscana raccoglie l’esperienza de l’Ulivo che nel corso di più di un decennio ha costituito il punto d’incontro per i riformisti ed i democratici italiani che oggi, con la nascita del partito nuovo, hanno finalmente una casa comune. L’Ulivo della Toscana, grazie alle centinaia di migliaia di elettori che lo hanno votato, e grazie alle migliaia di cittadini militanti dei partiti e dei movimenti fondatori, che lo hanno sostenuto, è stata un’esperienza politica e di governo altamente rappresentativa,  in grado di raccogliere il voto di un toscano su due e di guidare, con successo, i comuni, le province, la regione grazie all’impegno ed alle capacità di tutti i propri eletti. Nel solco di questa naturale vocazione maggioritaria e tendenza al bipartitismo, per le stesse dimensioni attribuite della sovranità popolare, il Partito Democratico della Toscana considera un valore prezioso per l’efficienza e la tenuta della democrazia, la stabilità politica, la governabilità e la responsabilità della decisione che costituisce fattore essenziale di ogni processo di partecipazione, come momento conclusivo ed irrinunciabile, l’unico in grado di attribuire un senso al percorso compiuto in ogni ambito di confronto.  Un partito che sia in grado di rappresentare un elettore toscano su due, porta un contributo rilevante all’obiettivo di superare, in Italia, la frammentazione e la proliferazione dei partiti che indebolisce la politica, allontana i cittadini dalla partecipazione e paralizza le istituzioni. 
Il Partito Democratico della Toscana si costituisce come partito aperto, organizzato, flessibile e permanente, quale modello più efficace e moderno per valorizzare la figura nuova che emerge dal 14 ottobre, quella del cittadino elettore, per il quale la partecipazione viene prima dell’appartenenza e si fonda sull’insieme di autonomia e di responsabilità diretta. Una dimensione aperta ed unitaria, stabile, certa, non episodica e non condizionata dall’avvicendarsi della leadership – affidata alla elezione diretta e dunque consegnata alla contendibilità – del partito offre un punto di riferimento essenziale alla società toscana – date le dimensioni del suo consenso e le responsabilità di governo che ne derivano- è di più e meglio in grado di sprigionare in piena libertà le energie del cittadino elettore che non intende dedicarsi stabilmente all’attività politica, ma rivendica il diritto ed il dovere di far sentire la propria voce nei momenti decisivi del partito nel quale si riconosce.  
Il Partito Democratico della Toscana raccoglie con passione, entusiasmo e responsabilità la sfida per l’innovazione del modello di rappresentanza politica che si è aperta con le primarie del 14 ottobre e con la nascita del Pd che si svolge su un terreno del tutto nuovo, nel quale la Toscana si cimenta con un bagaglio storico originale ed impreziosito dall’esperienza storica dei partiti del Novecento, che hanno contribuito a farne una delle regioni più avanzate d’Europa, per qualità della vita e coesione sociale. Il giudizio storico, positivo, sul valore dell’esperienza dei partiti di massa che hanno operato in Toscana nel corso del Novecento, non attenua, minimamente, il bisogno di innovazione rispetto ai modelli organizzativi ed alle pratiche che ne hanno segnato l’azione nell’ultimo decennio. Il loro maggiore radicamento e la dimensione del consenso elettorale, rispetto al resto del paese, non possono oscurare i limiti e la progressiva perdita di rappresentatività della società e dei territori toscani, ben dimostrata dalla partecipazione al voto del 14 ottobre, la cui aderenza non si sovrappone in misura proporzionale con l’insediamento dei partiti fondatori e si manifesta in misura rilevante anche laddove vi erano aree di crisi di presenza, e da decenni senza alcuna inversione di tendenza. Il successo del 14 ottobre, con la partecipazione di oltre tre milioni e mezzo di elettori nel paese, conferma, inoltre, che la Toscana aveva da tempo introdotto, prima in forme autogestite e poi con legge regionale, l’innovazione più rilevante e di successo degli ultimi due decenni, costituita per l’appunto dalle primarie, le cui prime esperienze toscane risalgono ai primi anni Novanta del secolo scorso. Nel corso degli anni centinaia di migliaia di cittadini toscani hanno deciso con il loro voto il candidato sindaco, il candidato presidente della provincia, il candidato consigliere regionale per il loro territorio o per l’intera regione, trasformandole progressivamente da metodo per la selezione delle candidature, utile ai gruppi dirigenti per superare i conflitti, ad un momento di partecipazione alla vita dei partiti da parte dei cittadini. La regolamentazione delle elezioni primarie nello statuto del Partito Democratico della Toscana può rappresentare un primo momento di ulteriore innovazione per la regione e punto di riferimento per il livello nazionale.  Ad eccezione delle materie che, a norma dello stesso, non siano attribuite agli organi regionali, lo Statuto del Partito Democratico della Toscana riconosce agli ambiti territoriali autonomia politica, programmatica e organizzativa, comprese le alleanze politiche ed elettorali a livello provinciale, sub provinciale e comunale, salva la facoltà, per il livello immediatamente superiore, di chiedere un riesame delle decisioni assunte. La ripartizione dei poteri, delle competenze e delle funzioni tra il centro ed i livelli territoriali, si informa al principio di sussidiarietà. Negli organi dirigenti dei diversi livelli è data garanzia di rappresentanza ai livelli territoriali inferiori, da prevedere nei singoli statuti. Gli organi regionali intervengono negli ambiti riservati ai livelli territoriali e comunali soltanto se e nella misura in cui gli effetti della loro azione pregiudichino gravemente i valori fondamentali del partito o l’indirizzo politico congressuale.  Lo Statuto regionale determina l’organizzazione dei circoli, dei livelli intermedi tra i Circoli ed il comitato territoriale, comprese le loro funzioni, gli organismi dirigenti e le relative modalità di elezione, nel rispetto dei principi di autonomia, di sussidiarietà, e di coordinamento dell’azione del partito. Lo Statuto regionale definisce, in coerenza con lo statuto nazionale, i diritti ed i doveri dei sostenitori e degli aderenti, ed il riconoscimento ad esse dell’elettorato attivo per  l’elezione degli organismi dirigenti.  *Il Partito Democratico della Toscana, per favorire la più ampia partecipazione ai momenti di elaborazione e di confronto, per predisporre materiali utili per le decisioni e per l’iniziativa politica del partito, istituisce forum di livello regionale a carattere tematico. Ciò anche al fine di coordinare quelli locali che si siano attivati sugli stessi argomenti.* Lo statuto ne regola le funzioni e l’organizzazione e le modalità con le quali possono eleggere propri candidati negli organi competenti del partito  

le frasi tra gli asterischi saranno cambiate per definire meglio i Forum e il loro ruolo