Partecipazione urbanistica di Stefania Verona

“La partecipazione alle scelte politiche regionali e locali” La Toscana è la prima regione in Italia a dotarsi di una legge, vigente dal 1 gennaio 2008, per la partecipazione alle scelte politiche.Gli impegni su cui i cittadini sono chiamati a misurarsi, come ad esempio costruire uno “sviluppo sostenibile” per la propria città, richiedono una più elevata e diffusa consapevolezza collettiva degli obiettivi, un coinvolgimento dell’intera società per l’individuazione delle finalità e degli strumenti con cui perseguirle.La legge sulla partecipazione cambia la filosofia di approccio alle problematiche amministrative e progettuali, cercando di coinvolgere il più alto numero di cittadini nelle grandi scelte per la città.La partecipazione porta innegabili vantaggi alla comunità in quanto i cittadini godono di una visione complessiva del problema e possono esprimersi a riguardo, e le amministrazioni hanno minori rischi di immobilismo e ritardo dei progetti grazie alla trasparenza dei procedimenti e delle scelte concertate e concordate. La partecipazione deve diventare una modalità strutturata di dialogo tra cittadini e amministrazione, solo così Viareggio potrà esprimere una nuova idea di città condivisa, ritrovare una sua identità e migliorare la qualità della vita dei cittadini.   “Partecipazione e urbanistica sostenibile” 

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rnst Haeekel nel 1866 ha formulato l’idea che l’ecologia è “semplice scienza delle relazioni”.

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l grado zero dell’urbanizzazione è la relazione con l’utente, questo significa partecipazione degli abitanti, che rappresentano il fine ultimo e possibile dell’architettura.

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‘architettura e l’urbanistica sono chiamate a preparare le condizioni articolate dell’abitare e del vivere, senza assumere come riferimento medie statistiche e risposte standardizzate che opprimono l’umanità dei cittadini e disperdono la complessità vitale della società.

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i devono modificare alcuni presupposti urbanistici, retaggio di un’idea di pianificazione che si è dimostrata inefficace e sviluppare risposte progettuali alternative, più rispondenti alla vivibilità urbana attraverso la partecipazione dei cittadini alla progettazione e alla riqualificazione dei quartieri esistenti nel rispetto dell’ambiente.

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e persone sentono il bisogno di riconoscersi e di appartenere ad un luogo, di condividerne le tradizioni e le emozioni. Una città, un quartiere diviene attraente attraverso i modi in cui i diversi luoghi urbani sono distribuiti, o meglio come sono articolati, giustapposti, contrapposti.

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i può dire che nella città contemporanea e nei quartieri periferici siano state smarrite le corrispondenze indirette tra attività e luoghi, percezioni sensoriali, intellettuali, storia e tradizione, che rendono di fatto piacevoli e vitali le città del passato.

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he fare allora? Dobbiamo capire la città contemporanea, rileggere quella storica come matrice, scoprendo le modalità che danno luogo a un tessuto, bisogna cercare di trasferire, il che significa che non si tratta di trapiantare configurazioni, forme tecniche o geometriche, ma piuttosto di richiamare il senso del luogo per renderlo coerente ai nostri attuali modi ed abitudini di vita, con possibilità di trasformarsi e crescere nel tempo, aperto all’evoluzione.

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’urbanistica deve occuparsi non solo di aspetti funzionali ed estetici, ma anche di quelli ecologici e utilizzare le risorse disponibili con maggiore razionalità ed economia nella consapevolezza che esse sono limitate e devono essere garantite alle generazioni future. L’esempio convincente di alcuni tra i più importanti nomi della Bioarchitettura internazionale indica, illustra, dimostra che è possibile disegnare un futuro più attento e rispettoso, muoversi verso un progetto organico di trasformazione fondato su una visione di città come comunità.

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na strategia culturale che coniuga percezione e sostenibilità, valutazione e partecipazione, tecnica e organizzazione per una architettura che sappia privilegiare la relazione e l’incontro, il benessere e l’uguaglianza. Il risparmio energetico non è più una scelta, ma  una necessità. L’urbanistica può contribuire attraverso i piani urbanistici facilitando lo sfruttamento passivo e attivo dell’energia solare e conferendo agli edifici un orientamento che favorisca la captazione dell’energia solare; un’elevata densità dei quartieri favorisce una razionale produzione di energia in centrali di cogenerazione e la distribuzione dell’energia termica tramite il teleriscaldamento. I regolamenti edilizi possono incentivare il miglioramento dell’involucro con maggiori spessori e un più efficace isolamento termico degli edifici pubblici e privati. Nuove strade e parcheggi, richiedono vaste aree e dislocazioni opportune, devono essere attentamente valutati perchè raramente risolvono la congestione del traffico, si dovrebbero potenziare i trasporti pubblici rendendo i servizi più efficienti, più confortevoli e quindi più frequentati riducendo la dipendenza dall’automobile. Molti esempi dimostrano che vivere senza automobile è possibile, ma solo laddove i trasporti pubblici funzionano bene e le distanze possono essere percorse a piedi o in bicicletta. Le strade e le piazze devono essere sicure, comodamente accessibili e invitanti per il pedone; incoraggiare lo spostamento a piedi e permettere agli abitanti di conoscersi tra loro, promuovere le relazioni sociali e proteggere la propria comunità esistente. I centri commerciali isolati dalle zone residenziali e da altri servizi e raggiungibili esclusivamente con l’automobile sono in contrasto con ciò che si chiama “urbanità”; non sono mai nuclei di cristallizzazione della vita sociale e quindi non giovano alla città. Un vero centro urbano è un luogo ben raggiungibile ed accessibile, dove il cittadino trova un’offerta ricca e variegata di merci e di servizi pubblici e privati, un luogo dove gli abitanti si incontrano volentieri. I legami che la struttura urbana crea attraverso le piazze, i ritrovi, le passeggiate, sono  importanti per il senso di condivisione urbana, visto che l’uomo è necessariamente sociale; la collocazione degli edifici e gli spazi pubblici è fondamentale per rinforzare l’identità della comunità e la cultura.La principale risorsa dell’urbanistica è, il territorio che inevitabilmente si riduce con l’edificazione. Occorre quindi combattere la continua espansione delle aree edificabili, completare le aree parzialmente edificate, recuperare gli spazi insufficientemente utilizzati o abbandonati e preferire tipologie edilizie a maggiore densità.Per mantenere l’equilibrio idrico bisogna rispettare il ciclo dell’acqua evitando gli sprechi e  l’impermeabilizzazione delle superfici. Le acque piovane, possono essere raccolte e riutilizzate sostituendo parte dell’acqua potabile per usi idonei (annaffiatura dei giardini, pulizia delle strade, lavaggio automobili, cassette dei wc, ecc). Dove possibile dovrebbero essere utilizzati sistemi di  fitodepurazione che consentono l’immediata restituzione delle acque depurate direttamente in ambiente.Per quanto riguarda le aree verdi, si dovrebbero incrementare le aree boschive, proteggere quelle umide e collegare tra loro le aree verdi isolate. E’ opportuno proteggere i valori paesistici e le vegetazioni caratteristiche, i corsi d’acqua e le vedute panoramiche.  È preferibile il verde individuale (orti, giardini), al verde collettivo tra i palazzi (poco utilizzato) e comporta rilevanti costi di manutenzione.  I cittadini di Viareggio desiderano una città vivibile e questa vivibilità dipende molto dalle scelte di pianificazione urbanistica.Organizzare lo spazio, gestire le risorse, ottimizzare le energie, scegliere i materiali, prestare attenzione ai veri bisogni della società tutto questo significa dare una risposta sostenibile attraverso la pianificazione urbanistica.