Sulle candidature a Sindaco…… di Luigi Spinelli

Leggendo i vari interventi di questi giorni ho la sensazione che, come me, tanti non riescono a capire l’attuale situazione in merito alla candidatura a sindaco del PD e di conseguenza non hanno chiari i “reali” motivi di discussione e di contrasto interni al PD di Viareggio.
Provo a schematizzare come siamo arrivati a questo punto, perché gli attuali organismi del Partito Democratico non sono “piovuti dal cielo” ma sono scaturiti da un percorso, a giudizio di tanti forse troppo lungo e “tortuoso”, ma sicuramente democratico e trasparente.
Il percorso è iniziato il 14 Ottobre ed ha visto la partecipazione di più di 3.500 elettori che hanno eletto i Delegati Nazionali e Regionali, così come dettato dalle norme in vigore nel PD, ed ha dato esiti apprezzati dalle varie anime presenti nel partito, senza che nessuno ne abbia mai messo in discussione i risultati; questa fase elettorale è stata anzi da tutti esaltata e portata ad esempio di democrazia del nuovo partito rispetto alle vecchie procedure.
Il 12 e 13 gennaio circa 2000 elettori, hanno scelto gli organismi locali (assemblee di circolo, comunale e territoriale); anche in questo caso democrazia e trasparenza sono state in primo piano e si sono avuti risultati che, sempre nel rispetto delle norme di partito, hanno definito gli organismi dirigenti del partito scegliendo delle persone (uomini e donne in pari numero, cosa impensabile fino a poco tempo fa) sulla base di quello che proponevano e dell’idea di partito che volevano.
Fin qui tutto chiaro e sembrava che tutte le componenti avessero condiviso le fasi decisionali e organizzative del nuovo Partito Democratico.
E’ a questo punto che, forse, non sono stati altrettanto condivisi i risultati di questo “bagno di democrazia“; è trapelata l’amarezza di chi si attendeva dalle urne risultati diversi ed è trapelata la difficoltà ad accettare un responso che fino ad alcuni mesi prima sembrava assolutamente a favore delle vecchie strutture e segreterie dei partiti, che invece, non avendo saputo interpretare la realtà politica e gli umori dei cittadini, si sono trovate di fronte a risultati totalmente diversi (basta andare a guardare i voti del 12 e 13 gennaio e vedere come la classe dirigente uscente sia stata “penalizzata” a favore di persone “nuove” non anagraficamente ma in quello che esprimevano). Questo è stato il primo effetto diretto della ”democrazia partecipata”.
Possiamo quindi affermare che il percorso fatto fino ad oggi non segnala certo ”un deficit di primarie “ anzi…
Oggi il Partito democratico ha il suo nuovo gruppo dirigente, eletto democraticamente,  che come primo atto (obbligato dalle ben note e spiacevoli vicende politiche nazionali) ha espresso (esercitando legittimamente il mandato che gli è stato affidato e dopo una capillare serie di incontri con i candidati) il candidato ufficiale del Partito Democratico per la carica di Sindaco di Viareggio. 
A
questo punto scoppia lo “scandalo”, scoppia la “bagarre”:  si scopre che Viareggio è ricca di puri e casti difensori della democrazia, calpestata dal percorso che ho prima schematizzato, che auspicano una ulteriore “primaria“ che possa cancellare quanto di “non democratico” di “non partecipato” e di “non trasparente” è stato fatto fino ad oggi in  modo da ribaltare gli esiti scaturiti da questo “perverso” percorso.
Mi chiedo: ma dove sono stati nascosti fino ad oggi questi “puri” e “casti”? 
A parte queste facili battute, seriamente mi chiedo: ma è mai possibile che non si riesca a cambiare questa perversa concezione della politica? E’ mai possibile che non si riesca ad accettare un sano processo di ricambio e rinnovamento come un processo naturale e dovuto e non sempre “punitivo” nei confronti di chi viene sostituito?
Fra il 14 Ottobre ed il 12/13 gennaio, alcune migliaia di cittadini sono venuti a darci un inequivocabile segnale: voglia di cambiamento, voglia di partecipazione, nuove modalità di approccio alla politica ed all’amministrazione della cosa pubblica, ecc..; è davvero possibile che ci sia qualcuno che ha ancora bisogno, comunque, di una terza prova perché tutto questo sia chiaro?  E’ lecito, a questo punto, pensare che questo qualcuno non sia mosso dall’interesse per il bene comune ma solo da un interesse personale?

Il 21 febbraio dall’Assemblea Nazionale del PD è scaturito che: “……….. non essendoci il tempo materiale per indire le primarie, il Coordinamento Nazionale ha stabilito l’impossibilità di adottare il ”Regolamento quadro” per la regolamentazione delle primarie e questo ancora mancante “Regolamento quadro” è lo stesso cui si fa riferimento (art.18 comma 3 dello Statuto) per ogni altro Regolamento previsto dallo Statuto. Infatti, in questo momento politico e per le difficoltà di cui sopra, per determinare le candidature alla Camera e al Senato – ed è naturale supporre anche per gli altri livelli locali dove si vota ad Aprile – si individuano percorsi diversi dalle primarie perché ancora non regolamentate 

A Viareggio da molte settimane, incuranti delle “poco edificanti” discussioni sui candidati, alcune centinaia di persone (semplici cittadini, insegnanti, lavoratori dipendenti ed autonomi, medici, imprenditori, professionisti, pensionati, politici, rappresentanti sindacali, ecc…) spontaneamente e con tanta voglia di partecipazione, all’interno dei Forum del PD si sono confrontate ed hanno discusso sul futuro della città, sui bisogni e sulle aspettative dei cittadini, su come costruire un programma per la prossima amministrazione valorizzando quanto di positivo è stato fatto dalle precedenti amministrazioni ma trovando soluzione ai problemi emersi in questi ultimi anni, progettando quello che con uno slogan si può riassumere in “la Viareggio che vogliamo”, coniugando insieme le esigenze di decoro, bellezza, vivibilità, organizzazione, sicurezza, sviluppo, equità, tolleranza.
E’ stata fatta una sintesi di quanto emerso e questa sintesi sarà il contributo al programma del candidato sindaco.
Stessa cosa è stata fatta dai gruppi della Sinistra Arcobaleno e dai primi confronti emerge una chiara convergenza sui principi, sulle priorità, sulla “idea di Viareggio”.
E’ per questo che credo fermamente che la prossima Amministrazione di Viareggio debba scaturire da una coalizione di centrosinistra: PD, Sinistra Arcobaleno e altre forze che vorranno condividere questi principi e questi programmi.       
E’ per questo che vorrei dire a tutti i protagonisti delle attuali vicende,  sia del PD che di tutte le altre forze politiche: non è più tempo dei vecchi “riti” della politica, basta con le “lotte di potere”, con le esigenze di “visibilità”, con i calcoli col “bilancino”, diamo tutti insieme un segnale che vogliamo davvero cambiare in meglio la politica, ridarle la dignità che merita e riavvicinarla ai cittadini, facciamo le nostre scelte esclusivamente nell’interesse della comunità.
Non voglio concludere questo intervento in modo ipocrita, non dicendo chiaramente che penso che la scelta di Andrea Palestini (per il percorso da cui è scaturita, per le sue qualità umane, per l’esperienza politico/amministrativa e, cosa che non guasta, per la sua età) possa rappresentare la giusta sintesi, senza che questo possa intaccare la stima ed il giudizio positivo sulla figura di Milziade Caprili che sicuramente potrebbe essere un sindaco ancora migliore ma al quale chiedo un gesto importante semplicemente in nome di quel ricambio e quel rinnovamento della classe politica auspicato da tutti: credo che potrà, come sempre ha fatto, continuare a dare il suo decisivo contributo in altri modi. 

Luigi Spinelli