Dichiarazione del Segretario

Il testo del documento approvato dall’assemblea del PD
in occasione dell’elezione di Giovanni Giannerini:

Viareggio, tra i primi comuni in Italia, ha il suo partito democratico.Il compito che abbiamo di fronte è quello di consolidare il rapporto con tutti i soci fondatori del Partito Democratico, a partire dai 1780 che hanno partecipato alle elezioni dei delegati che si sono tenute il 12 e il 13 gennaio, e con tutti gli elettori del 14 ottobre.La partecipazione è il primo valore che ci impegniamo a perseguire.

Testimonianza incontrovertibile che i cittadini intendono riappropriarsi della politica attraverso la loro partecipazione diretta è il fatto che nella stessa nostra assemblea sono molte le persone nuove, provenienti dalle esperienze dei movimenti, delle professioni, delle attività economiche e sociali, che si sono dichiarati disponibili a dare il loro contributo di intelligenza, di competenza, di fantasia al servizio del PD di Viareggio. Ed è rilevante anche il numero di giovani che si sono mobilitati per assicurare l’elezione di loro coetanei in questa assemblea.

La costruzione del PD non può prescindere da queste considerazioni.

Dobbiamo dare vita a forme di partecipazione originali, dare impulso ai Circoli perché divengano uno strumento di confronto con i cittadini, promuovere la partecipazione nelle sedi istituzionali, recuperando il ritardo sul regolamento per il referendum e sviluppando pienamente i principi della legge per la partecipazione approvata dal Consiglio Regionale della Toscana nella seduta del 27 dicembre scorso.

Ci impegniamo formalmente a mantenere i Forum tematici del PD come strumento di confronto e di proposta, essenziali per la compilazione del programma elettorale, a mantenerli attivi anche dopo le elezioni amministrative, dando vita ad un luogo dove sia possibile recuperare pienamente l’indispensabile rapporto tra chi amministra e i cittadini.A Viareggio la fase della costruzione del Partito Democratico giunge contemporaneamente alla fine del secondo mandato della esperienza di governo della città.Si chiude un ciclo. E’ naturale ritenere che il tema del rinnovamento delle esperienze amministrative si coniughi con il bisogno di una decisa discontinuità, nei metodi e negli uomini di governo.

A Viareggio l’appuntamento elettorale comunale è reso più complesso dalla crisi del governo Prodi, che rischia si sfociare in elezioni anticipate se non verrà ritenuto opportuno dare vita ad un governo che modifichi l’attuale legge elettorale.Non possiamo nasconderci la difficoltà che il PD, e l’intero schieramento di centrosinistra, si troveranno di fronte nel caso di elezioni anticipate; né possiamo nasconderci il fatto che una eventuale sconfitta a livello nazionale possa produrre anche a Viareggio l’effetto trascinamento che spesso accompagna il voto successivo a quello nazionale.

La posizione nazionale dell’UDEUR rende difficile capire quale potrà essere la posizione locale di quel partito. E’ comunque indispensabile riattivare al più presto il tavolo politico delle forze del centrosinistra per riprendere un percorso da troppo tempo interrotto, per giungere alla definizione di un programma comune di governo per la città e per la scelta del candidato a sindaco dello schieramento di centrosinistra.

La ricerca del progetto comune non sarà semplice: tuttavia il compito sta trovando risposte positive tra le forze che hanno dato vita alla Sinistra Arcobaleno, che pure è composta da partiti che hanno rivestito ruoli diversi nell’attuale Consiglio Comunale.Un progetto comune per una città vivibile e sicura, che rimetta al centro l’impegno per il benessere dei residenti e l’accoglienza turistica, restituendo qualità all’arredo urbano attraverso un progetto globale della città e di Torre del Lago, valorizzando, insieme alle risorse naturali ed ambientali, i luoghi storici e culturali di cui siamo ricchi.

Intendiamo coniugare la crescita economica con lo sviluppo della cantieristica e degli altri settori, ma soprattutto con la sicurezza dei lavoratori e con le migliori condizioni di vita sul posto di lavoro. Abbiamo indicato nella valorizzazione del nostro paesaggio e delle nostre bellezze ambientali il principale motore di crescita dell’economia di Viareggio e Torre del Lago, riscoprendo le vie d’acqua e il lago, puntando alla valorizzazione, anche localmente, delle energie alternative.Vi sono azioni dovute che intendiamo affermare: la riduzione delle società pubbliche o partecipate, dei membri dei consigli di amministrazione di quelle restanti e dei loro compensi, la riduzione dei costi della politica, la sospensione delle procedure di adozione del regolamento urbanistico che sarà compito primario della nuova amministrazione comunale.

Il PD ha manifestato, a livello nazionale, la propria vocazione maggioritaria: Veltroni ha usato questi termini anche in occasione della proposta di riforma della legge elettorale nazionale, improntata ad un modello proporzionale.

A Viareggio andremo alle elezioni con la legge attuale, indicando un candidato sindaco e le liste che lo sostengono, con il sistema maggioritario.Il nostro partito deve perseguire l’obiettivo di dare vita ad un ampio schieramento di forze del centrosinistra, di stipulare alleanze con le liste locali, di rappresentare le istanze dei comitati e delle associazioni di cittadini.

A questo obiettivo deve tendere anche, in questi ultimi mesi, la nostra rappresentanza istituzionale, il gruppo consiliare e la giunta, ai quale chiediamo di redigere un bilancio comunale che sappia evitare tensioni e contrapposizioni, perseguendo il metodo del confronto più ampio con tutte le forze politiche, rappresentate e non in consiglio comunale.

Con l’elezione del segretario comunale si completa il percorso costitutivo del Partito Democratico a Viareggio, che avrà come primo e immediato compito quello di indicare il nostro candidato a sindaco.Nei prossimi giorni il centrodestra di Viareggio sceglierà il proprio candidato a sindaco: non possiamo attardarci troppo, per non dare loro un evidente ulteriore vantaggio.

Le regole che abbiamo dovuto seguire hanno reso necessario a chi intendeva candidarsi a sindaco nel PD di farlo entro il 21 gennaio. Sono state avanzate le proposte di candidatura di Fabrizio Manfredi e Andrea Palestini. Questa procedura ha creato difficoltà nel rapporto con le altre forze politiche del centrosinistra, alleati o no nell’attuale amministrazione comunale.

Tuttavia queste regole escludono con forza che sia possibile utilizzare un terzo nome, ipotesi che non sussiste.Dobbiamo quindi condurre, con regole certe, un approfondimento nei Circoli, un confronto con le categorie economiche e sociali della città, per giungere, entro la metà di febbraio, a compiere nell’assemblea comunale una scelta tra i due candidati per individuare quello che sarà la nostra proposta al tavolo dei partiti alleati. A questo candidato va l’apporto politico e sostanziale del partito, come recita il regolamento regionale. L’ etica politica e l’interesse del partito vorrebbero che l’altro candidato si ritirasse e contribuisse all’impegno complessivo lavorando per il successo comune.

L’unità del partito è un bisogno primario, un bene collettivo, una esigenza irrinunciabile. Lavorare per costruirlo è compito di tutti. Il nostro partito ha a disposizione una grande ricchezza di competenze, di capacità e di esperienze, tra le quali dovremo scegliere per la guida del partito e per i compiti che ci impegniamo a conquistare nella vita amministrativa della città. E’ un partito nuovo dove le regole sono comuni e condivise, dove si possono formare maggioranze e minoranze su problemi e su orientamenti, dove non esistono esclusioni preconcette ma si sa discutere.

E’ un partito nuovo con organismi dirigenti e strumenti di lavoro composti per metà da uomini e da donne, dove i giovani, che hanno dato prova delle loro capacità, rivestiranno ruoli importanti.Un partito dove sarà comunque indispensabile il contributo di tutte le esperienze, capaci di interpretare i bisogni dei cittadini e tradurli in soluzioni per l’intera città.